
LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

Maleducazione
IL BACIONon sono abbastanza buona, non sono abbastanza vecchia, o bionda, o sono troppi i capelli e parlo molto - lo so. Lo faccio per non fermarmi. Lo facevo, perché ora che non riesco più, per davvero, vorrei essere stata da sempre una mummia. Sono riccia, è vero. Non ti sopporto certe volte e ti adoro quasi sempre. Per il momento. Ma se proprio c'è una cosa che non mi va giù è l'anello. Io quell'anello te lo strapperei e lo butterei per terra e ci salterei sopra e lo fonderei per farci una pallina minuscola o una mina anti-uomo. E lei pure: io l'anello che porta lei lo butterei dall'altra parte del mondo, ma mentre ci penso mi viene da piangere perché io a lei le voglio bene perché tu le vuoi bene. E allora mi dispiace e mi viene una grande tristezza e un gran dolore mentre le strappo l'anello, nel mio cervello. Poverina, quella zoccola. Io provo una tenerezza per quella stronza che non ti merita -e che è ignara di essere una stronza solo perché non ha fatto niente- che mi viene da chiederle scusa a prescindere. Dico sul serio. Ma alla fine che vada a fanculo, povera. Non ho mai fatto una fatica del genere per un bacio. Dico io: cosa ti costa? Io una volta ho mangiato un croccantino da gatto per la curiosità e dentro ci ho trovato un pelo. E tu non puoi darmi uno straccio di bacio, anche pagato, rubato, minacciato? Sono una persona pulita, igienizzata, piacente (la maggior parte delle volte) o, per lo meno, affascinante e con un "suo perché". Un tipo e un tipo pulito (aggiungerei), insomma. Il tuo rigore è al limite della sopportazione. Il mio cuore è uno srotolamento di malumori e tremori e gaffes e colpi bassi e -se tu potessi farlo- lo prenderesti per curarlo -sì- e nel pieno del suo vigore lo calpesteresti come solo tu sai fare. Già, perché il bello è che non fai niente tu. Non è colpa tua. E tu fai così: non fai. E' così che lo calpesti tu. Immobile come il niente. Non guardi, non parli, non capisci, eviti, ometti, leggi e passi oltre. Il tuo silenzio fa vuoto intorno anche quando mi parli. Sembro un'idiota. Dimmi tu se non sarebbe più comodo per tutti un bacio. Come una sete, come il bene che si schianta dalla bocca alla tua bocca.
Gelosia e lati positiviIl lato positivo è che mi sono già lavata i capelli ieri e così per almeno due giorni non ho questa grande preoccupazione. Lavarmi i capelli significa insaponarli, risciacquarli, imbalsamarli, lasciarli macerare, districarli, ri-risciacquarli, incrematarli idratanticamente, rigarli parzialmente e in modo laterale e -dulcis in fundo- asciugarli, che è una delle operazioni più difficili e penose per una neo-lavomane di capelli con artrite cervicale, dal momento che se ci si dimentica di asciugare un capello, si rimane paralizzati per tutta la settimana. Il lato negativo è che sono gelosa e ti voglio bene tanto da nasconderlo. Ma che cos'ha lei? Lei la vede la bellezza che c'è in te? Lei lo sente il tuffo al cuore e il respiro le si affanna? E poi lo ritrova subito o ci mette almeno sei/sette minuti a farlo di nuovo suo e meno tuo e meno amoroso e meno 'più'? Lei, quando passi, trattiene il fiato dallo spavento come faccio io? Lei lo sente il tuo odore? Te lo dico io. Non lo sente perché non se lo merita o se lo merita così tanto che vorrei fosse una che non si merita niente che ti appartenga o assomigli. Io sono gelosa di tutte le volte che ti guarda e che può toccarti e che può parlarti, ma soprattutto di tutte le volte che sente la tua voce strepitosa e amabile e immensamente qui. Guarda qui, dove c'è il cuore. Qui, la tua voce è qui. Una delle cose più belle che il mondo mi abbia negato. La cosa positiva è che mentre lei sta lì a non meritarti per niente, io posso godere dell'essermi già lavata i capelli. Se stessi là, piegata sulla vasca, intanto che mi sgoccialono le gocciole sugli occhi sbarluccicanti di stanchezza e che bruciano un po' (oh se bruciano), io penserei a lei seduta alla tua stessa tavola, ridente e fiera, mentre io non ho mangiato niente perché dovevo lavarmi i capelli.