In comode rate

Anche i ricchi piangono


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La cassiera

Utente: beaUtrice
Nome: Bea

i titoli di bea ©

LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

conto su di me

-perche' non sono solo un conto-
incomoderate@hotmail.it

allo sportello




Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.
Chiedo alla signora davanti a me
di che coda si tratta.
"E' per metterci in un'altra coda"
mi spiega.
"Non ha senso" dico
"me ne vado".
Mi indica un'altra coda.
"Allora deve mettersi in fila".
Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.

-Roger McGough-



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martedì, 18 settembre 2007

MANETTE

Mia nonna dice che sono bella. Mi avrà scambiata per la nipote di un’altra.
Ho i capelli in disordine, il mio cuore scandisce l’eterogeneità degli eventi e impallidisce sulle guance, gonfia le palpebre. Non fuggo da lei, dalla malattia che le disperde parole e memoria per le stanze e sul divano, decido di  deglutire altrove –non qui- il mio pianto. Fuggo dal dovuto saper che fare, dall’inerzia del solito. E non so più che fare di me, in cambio. Ma spero e provo.
Il mio cane è la mia allegria e ci accompagna fino alla soglia, come una cerniera fra le cose che da molto ho amato lì e le stesse cose che fra poco continuerò ad amare non so dove.
I passi dal portone alla mia stanza sono solenni, porto sulle spalle la noia dell’aspettarmi chissà per quanto e l’obbedienza alla vita e  già penso a tutto il  passato che potrò distillare da un atto così presente e senza ritorno.
Il trasloco da un posto vivo: come un amore che finisce e rimane da qualche parte a farsi ricordare incompiuto e provvisorio, indimenticato e infinito, tanto quanto l’andarsene, demolendo  la casa, assomiglia al  lutto, col dolore circoscritto che in esso punge,  della fine.
La musica che dovrò ricordare, quando penserò ad oggi,  non è nulla di più dell’ultima sopravissuta, per sei minuti ancora, alla bocca ordinata degli scatoloni. Come certe vite, vive, per via di un poco, di un acaro in più, di un colpo di tosse. La musica che suona ora è l’ultima fra le dita, prima di chiudere tutto. Casta diva.
E’ il mio addio alle cose, non voluto. Con il cacciavite a svitare e l’impressione premonitrice di non tornare più, il cuore rapito.
Passo le casse con i fili tra le mensole, lungo gli stipiti, la musica mi passa da una mano all’altra e si dispera e urla come se a fuggire  fosse tutta la vita, senza di me.
Mia nonna è una piccola creatura della mia fuga. Non stessi fuggendo, sarebbero meno profonde le rughe e la deficienza del sorriso, meno affilata. Comprende solo musica e non me, che vado via e con questa speranza che soffia intorno, dalle note conosciute, mi fa piangere pensare che -morisse fra breve, mia nonna- oggi potrebbe essere l’ultima volta che non mi riconosce più.
Il mio cane mi guarda a lungo, mentre trovo un paio di manette in un cassetto e le metto via. Comincia a scodinzolare con tutta la gioia e l’amore che non so ancora, ma saprà bene la memoria. Fra otto mesi morirà, il mio amore di cane e scodinzola ora davanti alle manette con i suoi occhi canini.
Credeva fossero un guinzaglio.

venerdì, 07 settembre 2007

LA FORCHETTA

10062007

Ma io dico – se ti chiedo se c’è un artista che ti fa venire in mente un bidet, puoi tu rispondermi che l’opera è fruibile da parte del pubblico e che il quadro più bello del mondo è la Gioconda?!? Il mio è un esempio calzante, ma non ho chiesto la storia del bidet.

L’altra sera, per festeggiare non so bene cosa, vado con tre amiche alla festa dell’Umidità di Bologna. Ristorante ferrarese. La signora al carrello dei dolci, soprannominata Clark Gable, per via dei baffi, si aggira fra un tavolo e l’altro ingobbita e circospetta, mentre noi, giovani donne ignare, consumiamo, al  contempo, quattro piatti di supremi tortellacci di zucca e tre  di patatine fritte (perché lì ti portano il primo e il caffè insieme per fare prima).
Siccome sul menù non c’è scritto niente e lungo i tavoli, si dimena la presenza della  nonna ferrar-bolognese con insolita leggiadria, mi sorge la speranza, per un attimo, che i dolci li regalino, così alla fine del pasto, chiamo Clark che si precipita con il carrello, pronta a dare pace alle nostre voglie.
Si può scegliere tra diverse opzioni: pista di pattinaggio a rotelle beige con striature marroni, traslucida, di non identificabile composizione; gigantesco assemblaggio di sterco equino ripieno di simil-panna  giallognola; disastro di crema catalana in mescolanza di tutti i dolci presenti sul carrello; suicidio di ribes in gelatina, accompagnato da sentore di millefoglie.
Chiedo alla signora che cosa c’è dentro alla torta con il ribes e mi risponde che c’è della roba e poi degli ingredienti. Proprio quello che cerco. Ne chiedo una porzione. Siccome poi la signora dice che io sono una golosetta, per via del calore con cui ho accolto la sua epifania, mi fa dono di un pezzo in più, che sommato al Profiteroles delle altre commensali fanno 5 euro.
Mentre noi scegliamo la strategia mangereccia, Clark, brandendo un tovagliolo, inizia a pulire le palette con cui serve i dolci. L’effetto è identico -se non peggiore perché poi te lo devi mangiare- a quello di una merda, sotto alla suola liscia di un mocassino, tolta con il Kleenex. Sulla tavola scende il panico. I baffi di Clark e le scarse condizioni igieniche del carrello maledetto seminano il terrore. Finché… Lo fa.
La signora prende la forchetta al sabor di tortelli e patate di A., abbandonata all’estremità del piatto su cui ancora dimora l’ombra tiepida della sfoglia, e serve i dolci con quella. Finito il nostro tavolo, parte alla volta di nuove tavolate con la forchetta al ragù, a servire il Profiteroles a voialtri.
venerdì, 01 settembre 2006

MEMORANDUM

Pensiero molto lesso

<<Gran bella malattia, signora! Davvero, gran bella malattia! Prenda 2 compresse di Zoloft al mattino e dòmini quella fastidiosa depressione, perché, se poi ci pensa, per cosa dovrebbe essere depressa?! Le viene in mente niente?!>>.

<<...>> Una volta sei stata persino campionessa italiana di tennis, si può dire che tu e la dea VITTORIA siate una cosa sola, ma un semplice spicchio d' arancia, per te, è oggetto trascendentale, essenza pura, gnoseologicamente inarrivabile... "Che sapore avrà?" dirai. Sei sempre stata allergica. Meno male, così, mentre torniamo a casa e passiamo davanti al fruttivendolo sulla strada,non c'è bisogno che anche tu, frugando col naso tra le reti, senta il retrogusto in bocca di un frutto, che, se fosse per te, potrebbe chiamarsi anche "banana". Ieri ho camminato per un'ora, avevo paura venisse a piovere, anche se, a dire la verità, la paura è una cosa un po' diversa dal sentirsi "senza ombrello", ma diciamo che ho avuto "paura", tanto per , tra di noi... Così ho fatto le stradine di casa nostra (quella vecchia), sotto ai portici, in silenzio e in modo molto composto, come dentro ad una chiesa. Ho incontrato Rosalberta, tua cognata, mi ha chiesto perché non ti fai mai viva e me lo chiedo anch' io (anche se io e te ci vediamo tutti i giorni). Le ho detto di chiamarti, perché ti fa piacere e non è una bugia vera, se ci pensi, è piuttosto un'omissione. Dovevo dirle che ti farebbe piacere anche uno scherzo telefonico di un maniaco?! Non potevo, la verità deve avere dei limiti, prendi le tue verità: altro che filosofia del limite! Se Kant fosse la faccia di una medaglia, tu sicuramente saresti l'altra! Chi ha detto che non si debba avere freni razionali?! A che serve sapere, meditare, ricordare? Comunque, per quanto riguarda il telefono, bisogna dire che ti accontenti, basta che non si tratti di sondaggi, perché ti agitano! Una volta ti hanno chiesto se avevi figli: ma che domande sono?! ---- Ti siedi e resti seduta. Il mio è un mutismo distratto, sbuccio patate, con disinvoltura e arte così come si inventano, tra sé e sé, nuove possibilità per un qualche supposto amore. Il tuo è mutismo non trattato, mutismo biologico, resti seduta e guardi, come se non guardassi, ma spesso rimani sorpresa, da qualcosa... Tabula rasa! Come hai fatto a dimenticarti tutto? <<La signora ha avuto parenti con Alzheimer?!>>- << No, dottore, credo di no... E' un'esclusiva sua, se l'è inventato da sola, senza aiuto!>>-<< Tutto da sola, signora? Complimenti!>>.Tutto ti sei dimenticata, non sai che differenza ci sia tra una fogna del viale e un bicchiere di cristallo. Rimani seduta e guardi, muta perché nessuno ti ha chiesto niente e tu non hai domande da fare. Hai dimenticato tutto, anche che non ti piacciono le rape. <<Nonna, puoi cantare da un'altra parte? Sono al telefono con Rosalberta, tua cognata...>> . <<Ma dove vai bellezza in bicicletta, così di fretta pedalando con ardor...>>

TELEFONATA

TUUUUUUUUUUUUUUU ... TUUUUUUUUUUUUUU ... TUUUUUUUUUUUUUUUUUU

nonna di Bea  "PRANTA?!"

Bea  "Buonasera, sono un'impiegata della "R.M. L. G. S. Q. A. T. Y. D. Z. C. X. L. P. U. J. K. F. J. O. I. E. N. B. T. F. R. H. C.  T. O.S.R.L."

nonna di Bea  "OSCIA!"

Bea  " Cercavo la signora Virginia"

nonna di Bea  "Sono io!"

Bea "Signora, volevo sapere se lei ha animali"

nonna di Bea  "Sì, una cagnetta"

Bea  "Sa dirmi cosa le dà da mangiare?"

nonna di Bea  "Mangia la nostra roba e poi anche delle scatolette"

Bea  "Mi va a controllare la marca, per cortesia?!"

nonna di Bea " Sì, un attimo, Vado"

...

... ( TONF  TONf  TOnf  Tonf  tonf)

...

...

... (ZZZ)

RONF ...

... (tonf Tonf TOnf TONf TONF)

nonna di Bea " PETEGRE' "

Bea  "(hihihi) Non è che per caso le dà anche dell'altra roba? Le ha mai dato da mangiare del veleno ilozoistico antropomorfico teleologistico?"

nonna di Bea  "Non è che lei è LA BEATRICE?"

Bea  "Signora, ma come si permette?"

nonna di Bea  "Mah mi scusi, ma ho una nipote che mi fa sempre gli scherzi..."

Bea  "Lei signora mi offende, arrivederci!"

clic

Quando ero giovane, ci si divertiva con poco... Ridevo per tutto il pomeriggio con le amiche e si faceva fatica a non farsela addosso. Ci si contorceva in lunghe risate lacrimogene. Ridevo anche a vedere una sedia impagliata. Ora  non  posso più chiamarla.  Mi raccontate un barzelletta? Mi date il vostro numero? Mi fate il solletico sotto le ascelle? Giuro che sono una personcina pulita!