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Anche i ricchi piangono


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La cassiera

Utente: beaUtrice
Nome: Bea

i titoli di bea ©

LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

conto su di me

-perche' non sono solo un conto-
incomoderate@hotmail.it

allo sportello




Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.
Chiedo alla signora davanti a me
di che coda si tratta.
"E' per metterci in un'altra coda"
mi spiega.
"Non ha senso" dico
"me ne vado".
Mi indica un'altra coda.
"Allora deve mettersi in fila".
Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.

-Roger McGough-



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venerdì, 10 agosto 2007

I 400 COLPI



Faire les 400 coups = condurre una vita dissipata.

Le sottilette sono troppo grandi, troppo piccolo il pane in cassetta.
Riducete la sottiletta, ridimensionate il pane.
La mia vita è dispendiosa: ieri ho comprato i Polaretti.
Li ho surgelati. Tre ore, occorre attendere tre ore.
Mezz'ora no. Quarantasette minuti no. Un'ora e venticinque minuti no. Due ore e sedici minuti, mai.
Tre ore, forse quattro, vanno bene.
Ghiaccioli alla frutta. La mia infanzia, dopo il nascondino, tra la cucina e la cantina (per via della bicicletta e per via della rima).
Per via D'Azeglio,
Ho incontrato Lucio Dalla in un bar. Gli ho lasciato un foglio che avevo con me.  Sopra ho scritto "(...)" Non lo ricordo più.
Anche mia nonna ha l'Alzheimer.
Ha letto le prime due righe.
"Non perdiamoci di vista" ha sentenziato.
Mi ha dato il suo indirizzo.  Non l'ho mai usato. Ho sognato, una notte, che mi chiamava lui.
Ero a scuola, al liceo. Mi aveva detto vediamoci e avevo pianto perché non potevo uscire.
Però ho usato l'indirizzo di una pazza datrice di lavoro.
Sono arrivata in ritardo, siccome era caldo, siccome avevo corso, sudavo.
Lei ha i capelli neri, tinti male, molto male.
"Chi sei?"
"Avevo un appuntamento con lei"
"Chi ti ha mandato da me? Chi ti ha dato l'indirizzo?"
(Lucio Dalla)
"Silvia. Cioè detta Sissi"
"Ah, la mia Sissi.  Ah, io l'adoro, Cazzo. Posso dire cazzo? Non ti formalizzi?"
"Non mi formalizzo"
"Quando inizi?"
"Faccia lei"
"Tieni il numero, decidi tu. Il contratto se lo vuoi, te lo faccio per sempre. Se vuoi te lo faccio un mese. Lo vuoi per un anno?  Hai la tredicesima, sono millequattrocento euro per otto ore di lavoro. Dal lunedì al venerdì."
"Le farò sapere, buonasera"
"Ciao"
Scusi, lei, posso dire cazzo? Posso? La prego,  signore, non si formalizzi.
La mia vita dissipata. Non ho capito come si dividono i colori nel bucato. Se riempio la lavatrice non tutta, ma più della metà, quanti acchiappacolore ci vogliono per non rovinare i vestiti? Uno o due? Rischio i vestiti e risparmio una salvietta acchiappacolore o salvo i vestiti? La mia vita dissipata: due salviette. Due.
L'amore è soprattutto concentrazione all'amore e distrazione alla vita.
Scendi il cane ché lo piscio.
Vorrei amare, domani.
Nonostante tutto, non vorrei farlo per l'angoscia che ho, per le sottilette, per il lavoro e la centrifuga che una volta ha perso acqua, che una volta ha riversato acqua sulle piastrelle verdi del bagno. Mica per i ghiaccioli; nonostante la mia vita dissipata, non vorrei amare per distrazione alla vita, distrarmi dalla vita.
Vorrei amare ancora, nonostante tutto,  non per amore mio, per l'amare io. Direi piuttosto per l'amore suo. Perché ne abbia, d'amore, sul lembo o proprio dentro la sua vita dissipata.




finanziato da: BEA alle ore 14:39 | link |commenti (26)
conto: poesia, amore, riflessioni, vita, diario, lavoro, disamore, 07 conto sfogo
mercoledì, 07 febbraio 2007

IL BACIO

Non sono abbastanza buona, non sono abbastanza vecchia, o bionda, o sono troppi i capelli e parlo molto - lo so. Lo faccio per non fermarmi. Lo facevo, perché ora che non riesco più, per davvero, vorrei essere stata da sempre una mummia. Sono riccia, è vero. Non ti sopporto certe volte e ti adoro quasi sempre. Per il momento. Ma se proprio c'è una cosa che non mi va giù è l'anello. Io quell'anello te lo strapperei e lo butterei per terra e ci salterei sopra e lo fonderei per farci una pallina minuscola o una mina anti-uomo. E lei pure:  io l'anello che porta lei lo butterei dall'altra parte del mondo, ma mentre ci penso mi viene da piangere perché io a lei le voglio bene perché tu le vuoi bene. E allora mi dispiace e mi viene una grande tristezza e un gran dolore mentre le strappo l'anello, nel mio cervello. Poverina, quella zoccola. Io provo una tenerezza per  quella stronza che non ti merita -e che è ignara di essere una stronza solo perché non ha fatto niente- che mi viene da chiederle scusa a prescindere. Dico sul serio. Ma alla fine che vada a fanculo, povera.  Non ho mai fatto una fatica del genere per un bacio. Dico io: cosa ti costa? Io una volta ho mangiato un croccantino da gatto per la curiosità e dentro ci ho trovato un pelo. E tu non puoi darmi uno straccio di bacio, anche pagato, rubato, minacciato? Sono una persona pulita, igienizzata, piacente (la maggior parte delle volte) o, per lo meno, affascinante e con un "suo perché". Un tipo e un tipo pulito (aggiungerei), insomma. Il tuo rigore è al limite della sopportazione. Il mio cuore è uno srotolamento di malumori e tremori e gaffes e colpi bassi e -se tu potessi farlo- lo prenderesti per curarlo -sì- e nel pieno del suo vigore lo calpesteresti come solo tu sai fare.  Già,  perché il bello è che non fai niente tu. Non è colpa tua. E tu fai così: non fai. E' così che lo calpesti tu. Immobile come il niente. Non guardi, non parli, non capisci, eviti, ometti, leggi e passi oltre. Il tuo silenzio fa vuoto intorno anche quando mi parli. Sembro un'idiota. Dimmi tu se non sarebbe più comodo per tutti un bacio. Come una sete, come il bene che si schianta dalla bocca alla tua bocca.

finanziato da: BEA alle ore 19:32 | link |commenti (10)
conto: pensieri, poesia, amore, vita, 07 conto sfogo
domenica, 05 novembre 2006

IL MODEM

E' facile: se ti dico "CONTRATTO INTERNET ADSL 4 COMPUTER COLLEGATI CONTEMPORANEAMENTE", tu non è che mi devi chiedere se voglio Alice Voice o Maria Maddalena Voice, perché -come ti ho spiegato-, mia cara operatrice, non me ne frega un bidet se l'offerta si chiama Mimmo o Cellulite-infinity: no? Lo sai TU come bidet si chiama quello che voglio io; io non lavoro alla Telecom. Te lo rispiego: a me interessa avere l'ADSL, poi il nome dell'offerta lo sai tu. E' inutile che mi chiedi se voglio il cordless Aladino. Inutile che cambi discorso. Non mi interessa, non faccio chiamate con il fisso, mi snerva. Voglio Internet e basta. Bidet.  Porca di quella cabina. Non è difficile. Ogni volta che chiamo, non è che mi puoi cambiare il contratto e me lo annulli e me lo riattivi e poi me lo annulli di nuovo per poi riattivarmene un altro che si chiama Giuseppa e  ha il modem con carpiatura e merletti adagiati su un gambo di sedano. Come fai? Ti dico sempre la stessa cosa. Io due parole conosco: modem e internet, sono due.  Da dove li tiri fuori tutti 'sti contratti e 'ste combinazioni? Io voglio UN MODEM, il mio MODEM. un modem NORMALE per avere INTERNET. E' difficile? Un modem che non è che me lo fai portare l'8 di settembre da un tecnico, testa di bidet, con il prolasso del retto in una casa dove non abito e non mi dici niente. Come faccio a ritirare il mio modem se non me lo dici che me lo porti? Barbara, cara la mia operatrice Telecom,  non possiamo comunicare me e te  tutti i giorni, non possiamo -tutti i giorni- mettermi in attesa con la musichina e la  voce che mi dice che la mia telefonata sarà servita in 4 minuti (con l'ora legale). Io non ti telefono più, poi tu a chi lo dici che la colpa è mia e che dovevo saperlo che i tecnici vengono se e solo quando il cliente non c'è? Internet. Voglio Internet. Dammelo, Barbara. E' facile.

finanziato da: BEA alle ore 16:25 | link |commenti (16)
conto: vita, 02 conto aziende, 07 conto sfogo