
LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

La mia assenza: LO STOPDurante la mia lunga assenza, me ne sono successe parecchie. Per esempio:
Alle sette e trenta di un mattino di fine luglio, mentre voi tutti stavate chiedendovi dove io fossi (in modo ossessivo e perverso per via della profonda mancanza che avevate di me, mancanza che, a dirla tutta, vi toglieva il sonno), insomma -dicevo- alle sette e trenta di un mattino di luglio, quando in macchina c'ero solo io in tutto il mondo con una mia amica accanto, vedo un parcheggio. Impossibile, mi dico: c'è da parcheggiare, a Bologna! Mentre sono tutta presa dall'entusiasmo e fisso il posto sapendo che lo farò mio, la mia amica sussurra un bea fiacco e rassegnato e mentre mi volto... BOOOOOM. "Ecco, questo ti stavo dicendo", mi dice. Davanti a me, una punto verde sfreccia con un testacoda. Mani sulla fronte. Gulp... Non ho rispettato lo stop, anzi: GLI stop, perché c'è scritto Stop anche per terra, ai lati, ne ho uno sicuramente anche tatuato su un gluteo, dappertutto. Niente. Non l'ho visto. La mia amica sorride dalla paura. Io pronuncio un porca put**na quasi cantato, le mie gambe si liquefanno. Scendo dalla macchina, tremante e mi ritrovo una signora sulla sessantaseina con la faccia della tipa de "l'esorcista". Sollevo le braccia, mi avvicino -con le mani in alto- e le dico mi scusi, mi scusi, lo so, è colpa mia, non si preoccupi, è colpa mia, è colpa mia, lo so. E vedo la sua macchina disintegrata. Si è fatta male?, le chiedo con la voce di Madre Teresa di Calcutta. "No , ma i mali saltano fuori DOPO" dice. Ecco, questa è una puttana, concludo (brutta stronza che vuoi fare la truffa ai danni della mia Assicurazione!). Taccio. Chiamo i carabinieri, dice lei. Faccia quello che vuole, come vuole, tutto quello che vuole, dico io. La mia amica inizia a telefonare: "tardiamo abbiamo avuto un incidente, Beatrice non si è fermata allo Stop". Beatrice? E chi cavolo è? Io realizzo che trattasi di me e mi caccio a piangere come un vitello. Mi scuso, se piango, ma sapesse signora che periodo sto passando. Lei mi dice che anche per lei è un brutto periodo infatti ha appena rifatto il motore"(...) Accidenti, signora, proprio un periodaccio. "Beh con 'sto incidente si rifà la macchina nuova", azzardo. Arriva il marito, in pigiama, con la sigaretta in bocca (7:40) che mi comunica che nel pomeriggio deve fare la visita dal cardiologo e "ORA COME FACCIO?!" dice. Chiedo scusa pure a lui, per non fare preferenze. La signora decide di fare la constatazione amichevole e mentre piango sul suo baule, le voglio bene solo perché mi passa un fazzolettino di carta che ha preso dalla borsa. E non è più una puttana e già penso "poi domani la chiamo, per sapere come sta". Continuo a chiederle scusa, di cuore, col cuore. Lei mi dice che si è solamente presa un grandissimo spavento. Io amo quella donna.
Qualche giorno dopo, mentre voi eravate lì a davanti al vostro computer e pensavate a bea, la rinnovatamente puttana ritira la constatazione amichevole, perché dice che si è sentita male. E' bellina la mia macchina con il muso verde. Quasi quasi mi faccio venire addosso dall'ambulanza, mi faccio travolgere dai pompieri e faccio la smart dell'Italia. PO POrompo Po pooom Pooooo.
L'AUTO IN PANNEIn aggiunta a tutte le disavventure di questi ultimi tre mesi -che ho deciso di snocciolarvi prossimamente, ho avuto, tanto per cambiare, diversi problemini con la macchina. Devo raccontarvi questa cosa, altrimenti poi mi dimentico.
Sabato 15 luglio 2006, verso le 18:00 e un po', mi appropinquo con una mia amica verso la macchina, innocentemente parcheggiata in un vicolo largo quanto una scapola di Ambra Angiolini. Spingo il pulsantino per aprire la macchina e la macchina non si scompone; ri-spingo e niente, non si apre. "Si sarà scaricata la batteria della chiave", azzardiamo noi. Torniamo indietro, rifacciamo 5 rampe di gradini bolognesi (quelli delle case antiche, alti solamente 90 cm), in una sorta di arrampicata. Prendiamo la copia delle chiavi, ritorniamo alla macchina: click, click e niente. Non si apre. Giro attorno alla macchina cercando di capire e... Le luci. Ho lasciato accese le luci. Cogliona. Ovviamente non ho sentito l'avviso perché, avendo parcheggiato ad un centimetro da un muro, sono scesa dal lato passeggero e col cavolo che mi sono accorta del "bi-bi-bi-bi-bip". Aggravante: la macchina va spostata perché comunque in quella strada non ci può stare dal momento che domenica notte devono, OVVIAMENTE e dopo 47 anni di menefreghismo totale, rifare tutta la strada e dintorni e NESSUNO può parcheggiare. Cartello grande come una casa: STRADA CHIUSA DAL 17/7/2006 (ore 24:00) a INFINITO. Divieto di sosta con doppio avvitamento, carpiato. Che poi il 16 è domenica... Panico. Ora come facciamo? La mia amica dice che ritorna in casa per chiamare il pronto intervento. Io mi rifiuto di spendere minimo 100 euro (pari a circa 200.000 delle vecchie lire) senza aver provato a ricaricarla con le mie mani esperte. Partono le telefonate in uscita a tutti gli automuniti della mia vita. Argomenti: dov'è la batteria? Come si carica una batteria? Cos'è una batteria? Tu ce li hai i cavi? Ma devo smontare il sedile del passeggero o basta il tappeto? Come faccio ad entrare in macchina se non si aprono gli sportelli? Chi ha una smart? Chiamalo! Partono le telefonate in entrata in cui mi si comunica che devo entrare dal baule. La mia amica insiste per tornare a casa a fare una ricerca su internet. Insisto per restare. Ho intenzione di interpretare le istruzioni della mia macchina che, naturalmente, sono in tedesco. Rimango da sola. Apro con la chiave il baule. Al momento del fatto indosso un paio di pantaloncini corti frikkettoni, a vita che dire "bassa" è fare un complimento. Sollevo la gamba fin sopra al mento in una spaccata da giapponese circense perché ovviamente il mio baule si apre come una ribalta Luigi XIV, non come un baule normale. Rimango crampizzata in mezzo alla strada, paralizzata dal pantalone con una gamba dentro al baule e l'altra cementizzata. La gente passa, passeggia, mi guarda. Che cazzo ha da guardare lei, mi scusi? Non ha mai visto una che non riesce più a togliere la propria gamba dal ripiano di un baule? Chiudo il baule. Ritorno a fare 5 rampe di gradini bolognesi. Elena! Chiamo Elena! Vecchia amica d'infanzia, ragazza capace e provvista di un mezzo proprio. Faccia amica. Bea, non posso entrare in macchina in centro perché c'è il blocco del traffico fino alle otto (!!!), comunque aspettami, ché arrivo. Prendo un mini seggiolino dell'Ikea posizionandolo come una baguette, stretto stretto a me, e percorrendo nuovamente le famose rampe, ritorno in strada. Riapro il baule, salgo sul seggiolino, entro dal baule. La gente mi guarda: no, non sto rubando, aspetto Elena... Arriva Elena. I cavi! "Più con più, meno con meno, mi raccomando. Altrimenti la macchina scoppia"- dice Stefano, il mio ellettrauto (che intanto ho chiamato sul cellulare). Elena parcheggia la macchina un po' più avanti, dall'altro lato della stradina. Dobbiamo spostare la mia macchina. La mia macchina non si sposta. Hai tolto il freno a mano? Certo. Hai messo in folle? Certo. Allora un, due, tre SPINGI! Un, due, tre, SPINGI! Niente. Mentre noi due pulzelle cerchiamo di spingere la macchina, si ferma un furgone con due ragazzi a bordo e uno mi chiede dov'è l'Università. "Se mi aiuti a spingere te lo dico" . Questo mi prende sul serio, parcheggia a 100 metri, torna indietro e 1,2,3 SPINGI. Niente. Gira chiave, tieni freno, metti in N, a ri-tieni il freno. Spingi! Niente. La macchina non si sposta. "Grazie, ragazzi, L'Università è a destra sinistra, sempre dritto, sinistra dritto destra dritto", ci salutiamo. Elena mi smonta la macchina, trova la batteria. Non resta che affiancare la macchina di Elena alla mia. La strada è stretta per cui decidiamo di organizzarci per ottimizzare i tempi e non bloccare eccessivamente il traffico: tu affianchi, io metto il triangolo, mentre fai retro, apro lo sportello passeggero della smart, tu ti avvicini col cofano, apri il cofano, mentre apri il cofano, io salgo e tu attacchi i cavi: "Ok." ;"Ok!". Monto il triangolo, mi avvio lungo la strada, posiziono il triangolo in mezzo al centro del vicolo. Elena fa retromarcia. Apro lo sportello. Arriva una macchina. Elena riparte in prima. Ritolgo il triangolo, richiudo lo sportello. Elena riparcheggia. La macchina passa. Elena ri-fà retromarcia, prendo triangolo, posiziono triangolo, apro sportello. Elena apre il cofano, attacca il cavo rosso. Arriva una fila di tre macchine. Elena stacca il cavo rosso, chiude il cofano, ri-sale in macchina, io ritorno a prendere il triangolo, chiudo lo sportello, Elena parte, riparcheggia. Passano le macchine. Nel frattempo mi viene la risarola. Perché mentre mi riavvicino alla mia macchina con il triangolo in mano, vedo il braccio di Elena, in lontananza, che si muove ritmicamente e capisco che lei sta ridendo da sola in macchina mentre parcheggia ed io - che rido anche perché la gente mi guarda e non sa che sto ridendo con un'altra persona e la cosa è ridicola- rido sempre di più, in mezzo alla strada, con il triangolo. Così per due ore. fino a quando Elena , fa retromarcia, si accosta alla mia macchina, io apro lo sportello, corro a mettere il triangolo, ritorno indietro mentre Elena apre il cofano, prende i cavi, cerca di attaccare i cavi e: è buio. Elena non vede più niente. Non vede il più e non vede il meno.Ho l'accendino, dico io. Lei non vuole saltare in aria, ma tanto poi passa un'altra macchina e io glielo dico a Elena che qualcuno prima o poi dovrà aspettare e se continuiamo così non ce la faremo mai, ma lei insiste per farlo passare così, mentre lei stacca il cavo, chiude il cofano, riparte, riparcheggia, io vado a prendere il triangolo, torno alla mia macchina, richiudo lo sportello e la macchina passa... E rido piegata in due in mezzo alla strada, perché penso al francese rimasto fermo dietro al mio triangolo, che, sceso dalla macchina per aiutarci, si mette a spingere... la macchina di Elena.
LA MULTALeggendo il commento di Bianca, mi è venuta in mente una cosa:
Tempo fa, vado a recuperare la macchina e... Multa. Multa per cosa? Non è possibile, si saranno sbagliati. Apro e leggo: "perché esibiva contrassegno valido su tutto territorio nazionale" . Ma scusa -penso- ora mi fanno la multa pure perché POSSO parcheggiare OVUNQUE in tutto il territorio nazionale? Mi fanno la multa, motivo: "perché non aveva fatto niente "?! Ripercorro con la mente tutti i miei eccessi di velocità impuniti, quando sfrecciavo ai 130 sui viali davanti ai carabinieri e nessuno mi diceva niente; penso a quella volta in tre sulla smart, in autostrada da aeroporto di Bologna a Imola, con i camion che suonavano perché dall'alto vedevano... E ora che non ho fatto niente... Dove ho sbagliato?! Incazzata come una biscia, salgo in macchina, sbatto lo sportello, metto in moto con una sgassata ai 120 e inizio a pensare al vigile, mi faccio tutto un pensiero tra me e me, per quando andrò a contestare. Mi dico che non è giusto che per l'ignoranza di un vigile, che non conosce il mio contrassegno, io debba perdere tempo e andare alla motorizzazione a dire che non pago la multa, che è un'ingiustizia e bla bla bla. Mi rispondo che però questa è la prassi, mi ri-rispondo che sarà la prassi, ma ci rimetto io e quindi non si fa così e siete scorretti e dovreste stare attenti. E così fino all'arrivo alla meta. Parcheggio la macchina con sospetto, perché poi non ci si fida più di niente, spengo, prendo la multa e mi avvio al mio appuntamento. Sul marciapiede, appoggiata ad un palo, mentre aspetto, impugnando multa, carta e penna, chiamo il Call Center dei vigili o una roba del genere e inizio con tutta la mia filippica: HO PARCHEGGIATO ENTRO le strisce blu, DENTRO LE RIGHE, HO ESIBITO il contrassegno che comunica che POSSO parcheggiare anche in VERTICALE appoggiata ad un cassonetto in curva e poi mi ritrovo la multa, MOTIVO: esibiva contrassegno valido ovunque e che scade nel 2010? Eh no! Quando è troppo è troppo. Mi incazzo con quella del call center che non sa cosa sia successo e che mi dice, naturalmente, che devo andare alla motorizzazione. Non contenta chiamo l'uffico dei vigili, lì mi risponde uno che mi chiede il codice della contravvenzione, glielo comunico e... Lavaggio strade. LAVAGGIO STRADE? Ma... E "esibiva il contrassegno valido su tutto territorio ecc... ecc.." ? Quello è il motivo per cui le hanno fatto solo la multa e non le hanno RIMOSSO la macchina. Ah, ok. Grazie mille. Arrivederci.