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La cassiera

Utente: beaUtrice
Nome: Bea

i titoli di bea ©

LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

conto su di me

-perche' non sono solo un conto-
incomoderate@hotmail.it

allo sportello




Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.
Chiedo alla signora davanti a me
di che coda si tratta.
"E' per metterci in un'altra coda"
mi spiega.
"Non ha senso" dico
"me ne vado".
Mi indica un'altra coda.
"Allora deve mettersi in fila".
Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.

-Roger McGough-



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domenica, 01 ottobre 2006

MARIA (Madonna Maria...)

Ieri accendo la tv  e vedo uno sparviero biondo  di un metro e ottanta con un vestito dalla tonalità tenue del fucsia con striscione rosso sangue sotto al ginocchio ad intonarsi armonicamente con il viola azzurrato di un paio di scarpe ortopediche con tacco da viados: possibile sia Maria De Filippi quel coso lì? mi dico. Sì, è lei. E' proprio lei. Profondamente toccata, non riesco più a cambiare canale, perché con Maria è come con gli incidenti stradali. Maria gioca sul principio che regge le "code per curiosi" nelle nostre autostrade. Guardare C'è posta per te è come rimanere davanti ad un groviglio di lamiere in attesa di un'ambulanza che non arriverà mai.  Ieri sera  CREDO che Maria abbia toccato il limite della decenza. Dico "CREDO", perché  io non son sicura di aver visto bene, io spero di non aver visto bene. Magari quando sono vicina al ciclo mi invento le cose, ma mi pare di aver visto  uno dei suoi postini indossare, sopra ad una tutina attillata con bollino rosso "ad altezza pistolino", un gonnellino fatto di banane e una signorina, invitata da qualcuno al programma, cercare di staccarglielo a morsi.  Mi è sembrato di aver visto Maria sorridere e per un momento mi è parso di intravedere persino una gengiva. 




Io, da bambina, volevo bene a Maria, la rispettavo. Le volevo bene così com'era:  la accettavo quando diceva "se farei, potessi"; quando le usciva fuori quella voce da tredicenne durante lo sviluppo, quella voce che sembra un rutto improvviso; quando si presentava in trasmissione con un grembiule sopra ai jeans,  perché lei si sentiva bella; le volevo bene anche quando camminava in studio avanti e indietro e mi rievocava gli allevamenti odiosi di pollame fuoriporta, quelli dove ci sono galli e galline che si inseguono. Io l'ho sempre rispettata anche quando diceva "Questa è la storia di Silvana che ha una grande passione per il cucito" e c'era Silvana che si metteva a piangere con i singhiozzi e Maria che, spietata, andava avanti.  Le volevo bene quando ad Amici  , se c'era un ragazzo  che non possedeva  né un piccolo bagaglio di delusioni, né un'infanzia traumatica, lei trovava comunque  il modo di risolvere il problema:



-se riusciva a rintracciare una simil-fonte di commozione all'interno di quella giovane esistenza, allora la cosa scatenava immediatamente il filmato: il ragazzo che, davanti ad un pioppo, lacrimava per allergia alle graminacee con, come sottofondo, l'Ave Verum.



-se non riusciva a rintracciare una simil-fonte di commozione, il ragazzo, sotto l'imbarazzo disgustato di tutta la redazione, era costretto ad uscire dalla scuola.



Io le volevo bene anche in quelle occasioni, ma ieri sera non ce l'ho fatta. Forse erano le scarpe.




 




 

finanziato da: BEA alle ore 10:38 | link |commenti (19)
conto: spettacolo, attualità, 10 conto tv