Priscilla, nella sua rotonda grazia, mi guarda –molto piccola- e frulla nel suo guscio zitto. E’ tutta anima e azzurro, è rosa-plastica e allegria. Priscilla fa piangere molto di compassione, perché non ha parole. Non posso non amare Priscilla. Non ride mai. Mi aspetta e mi abbandona un po’ di compagnia, lì sulla soglia, come se nient’altro ci fosse di più felice per lei che dare, dare a me. Ma non ride, non parla, è un po’ distante. Priscilla. Sembra triste, perché è difficile comprenderla e per lei spiegare. Priscilla. Priscilla la abbraccerei, con le mani, nell’anima sua, cui nessuno crede. Nell’anima che ruzzola nel vento. Priscilla che è una piccola –la mia- ventilatrice estiva, azzurra a pale rosa.