
LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

La pipì, ottobre 2008
GRAZIEGrazie Dio, Tu che non esisti, Tu che mi hai lasciato dietro le sbarre di un letto a stringere in un addio la mano ad una donna che amavo, Tu che mi hai tolto tutto, che non mi hai dato tempo, che non mi hai insegnato l’inglese, che mi hai fatto conoscere la demenza, l’ingiustizia, i capelli tirati e le unghie sugli avambracci e mi hai lasciata sola da bambina e da ragazza e ancora lo farai quando sarò una donna piena. Grazie, a te che mi hai tolto affetto, che mi hai dato rabbia, e schiaffi, a te che chissà quanto altro mi toglierai ancora, appena mi volto, a Te che ora mi strozzi la gola con il pianto e mi allaghi gli occhi senza amore, senza niente, con tutta la confusione che mi dài, grazie. Grazie Dio, Dio che non esisti e che Ti ho bestemmiato una volta, che una volta Ti ho difeso da bestemmie, Dio delle ambulanze e del sangue, dell’insonnia, del lexotan in gocce, Dio delle macchine ferme ai lati delle strade, del latte scaduto, delle dita schiacciate, degli ospizi, Dio di mio nonno, Dio delle madri cattive, Dio dei senza-madre. Grazie per la soglia della porta, per l’articolo sulla Cronaca di Bologna, per il sorriso raro e lontano di Luca, per le labbra di un bacio e se vorrai farmi amare un attimo appena ancora, io, Dio, già da ora, Ti ringrazio.