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Anche i ricchi piangono


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La cassiera

Utente: beaUtrice
Nome: Bea

i titoli di bea ©

LE COSE: bea e le mestruazioni
IL CARDIOLOGO: bea va dal dottore
MI PIACE CHE SIA: l'amore
MOSCA CONCERTO: la musica
EGREGIO DIO: bea e il Padreterno

conto su di me

-perche' non sono solo un conto-
incomoderate@hotmail.it

allo sportello




Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.
Chiedo alla signora davanti a me
di che coda si tratta.
"E' per metterci in un'altra coda"
mi spiega.
"Non ha senso" dico
"me ne vado".
Mi indica un'altra coda.
"Allora deve mettersi in fila".
Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.

-Roger McGough-



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venerdì, 03 agosto 2007

EGREGIO DIO,

Se posso permettermi di pregarTi, Ti prego di farmi ricordare sempre il codice di accesso per vedere l’estratto conto su internet. Per prima cosa, che non cambi mai, nemmeno a novant’anni. Che io abbia la lucidità di sedermi su una sedia solitaria e di digitare con le dita d’artrite gli otto numeri sempre identici. Che inizino con 5 e finiscano con 6. Ti chiedo di migliorare, di essere paziente, tollerante. Non Tu, Io. Che io sia migliore. Mi piacerebbe chiederti (ma forse questo è troppo e non lo so se lo voglio davvero –ma Tu lo saprai meglio di me- e insomma prendilo con le pinze, prima di esaudirlo) di farmi innamorare e di essere riamata. Voglio una grande passione, vorrei. Ma che alla fine ci amiamo. Forse. Vedi Tu.
I soldi, sai meglio di me quanto siano importanti; ché se tu avessi avuto 31 denari a quest’ora non staremmo qui a discutere. Ti chiedo di fare aprire gli occhi a tutti quelli che in qualche modo mi hanno arrecato danno e credono di essere nel giusto. E una volta che se ne sono accorti, Ti chiedo che vengano da me a dirmelo. Poi io decido cosa fare. Mica voglio vendicarmi. Te lo chiedo così, per parlare, E se ho sbagliato io, ti chiedo invece  – e diamoci del minuscolo, ché siamo in confidenza- che mi perdonino, perché sono speciale. Se non dovessi esserlo, fammelo diventare. Speciale.
Lo sai che a me è sempre fregato poco del successo e del lavoro, cioè sai che mi interessa ma che non mi applico perché ho sempre investito tutto sui sentimenti, e allora premiami un minimo. Per esempio, fa’ che tutto il mondo mi ami in virtù dell’essere io, io.
Che mia nonna non capisca che brutta vecchiaia è la sua e che non si senta abbandonata. Fa’ un miracolo perché, nonostante tutto, sia felice. Per sbaglio, per reazioni chimiche, per malattia.
Fa’ che il padre di M. protegga M. e se non ha potuto avere quell’amore, dagliene uno cento volte maggiore.
E se tu potessi farmi entrare nel paradiso dei cani, ti sarei grata se mi facessi abbracciare ancora il tuffo di gioia di Giunone, su di me. La felicità fatta a cagnetta, sulle cosce, in uno scodinzolio che è un frullo immenso e nella sua corsa in tondo, davanti a me, baciarla col cuore.
E quando dovrai riflettere sul da farsi, prima di scegliere se essermi Dio, come tu sei stato e sarai ad altri, sappi che per un attimo,  io, anch’io ho creduto in te
mercoledì, 11 aprile 2007

GRAZIE

Grazie Dio, Tu che non esisti, Tu che mi hai lasciato dietro le sbarre di un letto a stringere in un addio la mano ad una donna che amavo, Tu che mi hai tolto tutto, che non mi hai dato tempo, che non mi hai insegnato l’inglese, che mi hai fatto conoscere la demenza, l’ingiustizia, i capelli tirati e le unghie sugli avambracci e mi hai lasciata sola da bambina e da ragazza e ancora lo farai quando sarò una donna piena. Grazie, a te che mi hai tolto affetto, che mi hai dato rabbia, e schiaffi, a te che chissà quanto altro mi toglierai ancora, appena mi volto, a Te che ora mi strozzi la gola con il pianto e mi allaghi gli occhi senza amore, senza niente, con tutta la confusione che mi dài, grazie. Grazie Dio, Dio che non esisti e che Ti ho bestemmiato una volta, che una volta Ti ho difeso da bestemmie, Dio delle ambulanze e del sangue, dell’insonnia, del lexotan in gocce, Dio delle macchine ferme ai lati delle strade, del latte scaduto, delle dita schiacciate, degli ospizi, Dio di mio nonno, Dio delle madri cattive, Dio dei senza-madre. Grazie per la soglia della porta, per l’articolo sulla Cronaca di Bologna, per il sorriso raro e lontano di Luca, per le labbra di un bacio e se vorrai farmi amare un attimo appena ancora, io, Dio, già da ora, Ti ringrazio.

finanziato da: BEA alle ore 01:29 | link |commenti (17)
conto: poesia, amore, vita, grazie, preghiera, 03 conto blu